domenica 26 marzo 2017

Signor Giudice, mi sento tra l'anguria ed il martello







































Alcuni strafalcioni dello "Stupidario della Mafia":


-Io ho vissuto sempre allo stato ebraico

-E' vero, ho fatto reati massimi e minimi, ma sempre con onestà

-In quel periodo io ero penitenziario

-Signor Presidente, quello è nato indigeno

-La mia auto era una Panda 4+4

-Quella salita era rapida

-Sono stato sempre un tipo spendiccione

-Un mio amico ha un caseificio di arredamenti

-Io non provo nessun rincoro

-Quel giorno era la festa del Santo Produttore di Catania

-Quel giorno ho avuto un intoppiti

-Da piccolo avevo il complesso d'interiorità

-Era un tipo con un carattere inosservato e si muoveva da anonimo

-Io sono di un'altezza medio giusta

-Abitavo nei contorni di Fiumefreddo

-La mia auto è una Saba (la Regina?)

-Signor Presidente, mi può suggerire nuovamente la domanda?


Correva l'anno 1996 quando è stato dato alle stampe
Lo Stupidario della Mafia .

Visto che aveva messo qualche chilo di troppo, il 2010,
ha voluto ricorrere.
Per l'occasione il tocco di pennello della copertina
è di Roberto Mangosi (chi segue questo Blog
non necessita di presentazione).

Antonio Di Stefano e Lino Buscemi, 2 palermitani
dotati di grande senso dell'humor, hanno riempito
di battute del pentito Carmelo Grancagnolo
il loro fortunatissimo libro che ha preso il titolo proprio
da una sua celebre espressione
"Signor Giudice, mi sento tra l'anguria e il martello".

Il repertorio del pentito è molto variegato,
come dimostrano gli strafalcioni appena letti.
Ovviamente, per completare l'opera,
hanno contribuito anche altri mafiosi che,
messa da parte la lupara, hanno preferito sparare minchiate.
Tornando all'amico pentito, lo stesso, del resto,
è ben consapevole dei suoi limiti grammaticali,
tant'è che una volta ha sentito il bisogno di scusarsi pubblicamente:

"Signor Giudice, io non mi so esprimere a parlare".

Qualche tempo fa, il pentito è comparso ancora,
in videoconferenza. Doveva parlare di alcuni omicidi.
Lui non ha aperto bocca. "Non parlo" ha detto.
"Voglio collaborare con la Giustizia, ma oggi no.
Voglio protestare".
E il Giudice: "Protestare contro chi?".
Lui: "Contro 2 grandissimi cornuti palermitani
che si stannu facennu i picciuli (soldi) con le mie battute".



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