venerdì 20 febbraio 2026

giovedì 19 febbraio 2026

Signor Giudice, mi sento tra l'anguria e il martello!



Si può ridere della mafia?
Signor Giudice, mi sento tra l’anguria e il martello
dimostra che si può e forse si deve.
Attraverso una spassosa selezione di autentiche balordaggini
(vere e proprie gag comiche), svela l’altra faccia della Piovra;
un sottobosco di boss illetterati e patetici padrini con
le loro peregrine citazioni pullulanti di prove scaccianti,
persone minacciate dalla spada di Damacca ma che a
collaborare non hanno mai avuto il minimo tintinnamento.

D’ora in poi, quello che diranno potrà essere usato contro di loro.
Loro, guappi che paiono aver perso la guapperia e
acquistato il senso dell’umorismo, che per sottrarsi
alle responsabilità si creavano l’alito, che hanno sempre
vissuto allo stato ebraico e ci hanno avuti alla loro mercedes.

Suscita meraviglia leggere gli sproloqui esilaranti
dei cosiddetti uomini d’onore, a loro agio più con
la condizionale che con il congiuntivo,
e vedere sgretolarsi nel ridicolo la loro picciotesca baldanza,
dissolversi in una barzelletta la loro feroce spocchia gangsterica:

«Pronto, Avvocato, mi può dire se il processo di mio marito
lo faranno al Tribunale oppure nell’aula hamburger?»;
o ancora:
«Signor Giudice, mio cugino non era contuso con la Mafia».
 Spigolature curiose e aneddoti riferiti dai diretti protagonisti
(come Falcone e Andreotti) completano l’ameno compendio
di farsesche trascrizioni, tanto più incredibili
quanto più genuine e testuali.
È così, in definitiva, che questo libro,
pur non avendo velleità di saggio o di studio antropologico,
da una parte assume un notevolissimo e inedito
interesse documentario, e dall’altra, ciò che più conta,
ci tira su il molare.

Lino Buscemi, avvocato, docente di Comunicazione pubblica,
giornalista pubblicista, dirigente della Regione Siciliana,
già funzionario ispettore della Commissione Antimafia dell’ARS,
è osservatore attento della realtà siciliana.
Ha pubblicato numerosi saggi, monografie e articoli
su argomenti di carattere sociale, storico e giuridico
e per Navarra Editore ha già pubblicato Sconosciuti & Dimenticati.
 Monumenti, luoghi e personaggi di Palermo (2009).

Antonio Di Stefano, ha pubblicato tra gli altri:
-Dottore ho i dolori aromatici (Mondadori)
-Non prenda niente tre volte al giorno (con Pippo Franco)
-Qui chiavi subito (con Pippo Franco, Mondadori)
-L’occasione fa l’uomo ragno (con Pippo Franco, Mondadori)
-L’ultimo chiuda la Morta!!! (con Lino Giusti)

Roberto Mangosi, autore del disegno della copertina.

Per acquistare il libro clicca qui.

martedì 17 febbraio 2026

Notizia Ansa ... di Henle



 Cuggino con 2 g perché cugino di 2° grado.

Èuggenio perchè forma zippata rafforzata di
È UN GENIO.

venerdì 13 febbraio 2026

 Ho fatto il risotest

e sono risultato positivo.

martedì 27 gennaio 2026

Arrivare alla fine del mese è diventata, a dir poco, un'impresa

E poi, magari, ti dicono che
è aumentata l'apertura di nuove imprese!

Salve, sono l'umorista Lino Giusti anche se,
all'inizio della carriera mi facevo chiamare Lino Ruspa.

Ciò, non lo nascondo, mi ha aiutato tanto a spianare
la strada verso il sucesso
(tenetevi forte, andremo a briglia sciolta).

In effetti, nessuno arriva più al se .
La fine del mese è diventata come il bagaglio
al ritorno delle ferie: non si riesce a chiuderlo.
Lo stipendio, con tutte le trattenute e il vertiginoso
aumento del costo della vita, ha perso il potere d'acquisto;
è in picchiata libera. Propongo, indi, di creare un
neoillogismo, spostando l'accento sull'ultima "i":

stipendìo!


Solo Jack lo Squartatore riesce a chiuderlo,
sto benedetto bagaglio.
Gesto consolidato: il tronco nel fondo,
gli arti incrociati e, per ultimo, gli conficca la testa.
A proposito, quando organizzate una festa,
non dimenticate d'invitarlo: porta certi pezzi di donna!

Purtroppo la sua carriera è stata stroncata 
all'aeroporto della capitale francese.
Alla Gendarmerie, i cani antidroga e quelli a favore
hanno annusato il suo bagaglio e ........

L'ho visto nel film "L'ultimo tanfo a Parigi".

L'altro giorno, tornando a casa all'improvviso,
un mio amico ha sorpreso la moglie che, con le forbici,
smussava gli angoli della sua busta piaga (quante trattenute!).

Poverina, gridava e gemeva come una forsennata,
per gli incomprensibili emolamenti del marito.
Quest'ultimo l'ha prontamente rimbrottata:
"cara, non è questo il modo per arrotondare lo stipendio.
Semmai, prendi il telefonino, calza le scarpe con
le tacche a squillo, indossa la pelliccia sintetica,
fai un giro di telefonate e, quando arriva un lui,
aprendo la tua pelliccia sintetica, stordiscilo con PRENDIMI!"

A proposito, la pelliccia è sintetica solo in questo caso,
poichè dice tutto in una parola:

"Prendimi"



Da "Cronache di uno che ce la fa più!".
Il mese dovrebbe durare una settimana!

 La Satira è il forcipe

per aprire le menti.

Giusti & Di Stefano 

 CADUCITÀ:

si nasce, ci si mette in fasce.
Anche se mangi a 4 ganasce,

per le ambasce vai a bagasce,
lo stesso finisci nelle casce.

A proposito, ce n'è per tutte le tasce.
Ed è subito s'era. Sì, si era!