domenica 22 febbraio 2026
sabato 21 febbraio 2026
venerdì 20 febbraio 2026
giovedì 19 febbraio 2026
Signor Giudice, mi sento tra l'anguria e il martello!
Si può ridere della mafia?
Signor Giudice, mi sento tra l’anguria e il martello
dimostra che si può e forse si deve.
Attraverso una spassosa selezione di autentiche balordaggini
(vere e proprie gag comiche), svela l’altra faccia della Piovra;
un sottobosco di boss illetterati e patetici padrini con
le loro peregrine citazioni pullulanti di prove scaccianti,
persone minacciate dalla spada di Damacca ma che a
collaborare non hanno mai avuto il minimo tintinnamento.
D’ora in poi, quello che diranno potrà essere usato contro di loro.
Loro, guappi che paiono aver perso la guapperia e
acquistato il senso dell’umorismo, che per sottrarsi
alle responsabilità si creavano l’alito, che hanno sempre
vissuto allo stato ebraico e ci hanno avuti alla loro mercedes.
Suscita meraviglia leggere gli sproloqui esilaranti
dei cosiddetti uomini d’onore, a loro agio più con
la condizionale che con il congiuntivo,
e vedere sgretolarsi nel ridicolo la loro picciotesca baldanza,
dissolversi in una barzelletta la loro feroce spocchia gangsterica:
«Pronto, Avvocato, mi può dire se il processo di mio marito
lo faranno al Tribunale oppure nell’aula hamburger?»;
o ancora:
«Signor Giudice, mio cugino non era contuso con la Mafia».
Spigolature curiose e aneddoti riferiti dai diretti protagonisti
(come Falcone e Andreotti) completano l’ameno compendio
di farsesche trascrizioni, tanto più incredibili
quanto più genuine e testuali.
È così, in definitiva, che questo libro,
pur non avendo velleità di saggio o di studio antropologico,
da una parte assume un notevolissimo e inedito
interesse documentario, e dall’altra, ciò che più conta,
ci tira su il molare.
Lino Buscemi, avvocato, docente di Comunicazione pubblica,
giornalista pubblicista, dirigente della Regione Siciliana,
già funzionario ispettore della Commissione Antimafia dell’ARS,
è osservatore attento della realtà siciliana.
Ha pubblicato numerosi saggi, monografie e articoli
su argomenti di carattere sociale, storico e giuridico
e per Navarra Editore ha già pubblicato Sconosciuti & Dimenticati.
Monumenti, luoghi e personaggi di Palermo (2009).
Antonio Di Stefano, ha pubblicato tra gli altri:
-Dottore ho i dolori aromatici (Mondadori)
-Non prenda niente tre volte al giorno (con Pippo Franco)
-Qui chiavi subito (con Pippo Franco, Mondadori)
-L’occasione fa l’uomo ragno (con Pippo Franco, Mondadori)
-L’ultimo chiuda la Morta!!! (con Lino Giusti)
Roberto Mangosi, autore del disegno della copertina.
Per acquistare il libro clicca qui.
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martedì 17 febbraio 2026
Cuggino con 2 g perché cugino di 2° grado.
Èuggenio perchè forma zippata rafforzata diÈ UN GENIO.
venerdì 13 febbraio 2026
martedì 27 gennaio 2026
Arrivare alla fine del mese è diventata, a dir poco, un'impresa
E poi, magari, ti dicono che
è aumentata l'apertura di nuove imprese!
Salve, sono l'umorista Lino Giusti anche se,
all'inizio della carriera mi facevo chiamare Lino Ruspa.
Ciò, non lo nascondo, mi ha aiutato tanto a spianare
la strada verso il sucesso
(tenetevi forte, andremo a briglia sciolta).
In effetti, nessuno arriva più al se .
La fine del mese è diventata come il bagaglio
al ritorno delle ferie: non si riesce a chiuderlo.
Lo stipendio, con tutte le trattenute e il vertiginoso
aumento del costo della vita, ha perso il potere d'acquisto;
è in picchiata libera. Propongo, indi, di creare un
neoillogismo, spostando l'accento sull'ultima "i":
stipendìo!
Solo Jack lo Squartatore riesce a chiuderlo,
sto benedetto bagaglio.
Gesto consolidato: il tronco nel fondo,
gli arti incrociati e, per ultimo, gli conficca la testa.
A proposito, quando organizzate una festa,
non dimenticate d'invitarlo: porta certi pezzi di donna!
Purtroppo la sua carriera è stata stroncata
all'aeroporto della capitale francese.
Alla Gendarmerie, i cani antidroga e quelli a favore
hanno annusato il suo bagaglio e ........
L'ho visto nel film "L'ultimo tanfo a Parigi".
L'altro giorno, tornando a casa all'improvviso,
un mio amico ha sorpreso la moglie che, con le forbici,
smussava gli angoli della sua busta piaga (quante trattenute!).
Poverina, gridava e gemeva come una forsennata,
per gli incomprensibili emolamenti del marito.
Quest'ultimo l'ha prontamente rimbrottata:
"cara, non è questo il modo per arrotondare lo stipendio.
Semmai, prendi il telefonino, calza le scarpe con
le tacche a squillo, indossa la pelliccia sintetica,
fai un giro di telefonate e, quando arriva un lui,
aprendo la tua pelliccia sintetica, stordiscilo con PRENDIMI!"
A proposito, la pelliccia è sintetica solo in questo caso,
poichè dice tutto in una parola:
"Prendimi"
è aumentata l'apertura di nuove imprese!
Salve, sono l'umorista Lino Giusti anche se,
all'inizio della carriera mi facevo chiamare Lino Ruspa.
Ciò, non lo nascondo, mi ha aiutato tanto a spianare
la strada verso il sucesso
(tenetevi forte, andremo a briglia sciolta).
In effetti, nessuno arriva più al se .
La fine del mese è diventata come il bagaglio
al ritorno delle ferie: non si riesce a chiuderlo.
Lo stipendio, con tutte le trattenute e il vertiginoso
aumento del costo della vita, ha perso il potere d'acquisto;
è in picchiata libera. Propongo, indi, di creare un
neoillogismo, spostando l'accento sull'ultima "i":
stipendìo!
Solo Jack lo Squartatore riesce a chiuderlo,
sto benedetto bagaglio.
Gesto consolidato: il tronco nel fondo,
gli arti incrociati e, per ultimo, gli conficca la testa.
A proposito, quando organizzate una festa,
non dimenticate d'invitarlo: porta certi pezzi di donna!
Purtroppo la sua carriera è stata stroncata
all'aeroporto della capitale francese.
Alla Gendarmerie, i cani antidroga e quelli a favore
hanno annusato il suo bagaglio e ........
L'ho visto nel film "L'ultimo tanfo a Parigi".
L'altro giorno, tornando a casa all'improvviso,
un mio amico ha sorpreso la moglie che, con le forbici,
smussava gli angoli della sua busta piaga (quante trattenute!).
Poverina, gridava e gemeva come una forsennata,
per gli incomprensibili emolamenti del marito.
Quest'ultimo l'ha prontamente rimbrottata:
"cara, non è questo il modo per arrotondare lo stipendio.
Semmai, prendi il telefonino, calza le scarpe con
le tacche a squillo, indossa la pelliccia sintetica,
fai un giro di telefonate e, quando arriva un lui,
aprendo la tua pelliccia sintetica, stordiscilo con PRENDIMI!"
A proposito, la pelliccia è sintetica solo in questo caso,
poichè dice tutto in una parola:
"Prendimi"
Da "Cronache di uno che ce la fa più!".
Il mese dovrebbe durare una settimana!
La Satira è il forcipe
per aprire le menti.Giusti & Di Stefano
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