venerdì 20 febbraio 2026


 

 ipocondriaco:

della malattia ne ho fatto una cagiondi vita.
Giusti & Di Stefano


 


 


 

 La Corte Suprema boccia i dazi di Trump.

Dove "boccia" non è il contenitore di vetro del pesciolino rosso.

 A Pordenone i ladri rubano un cofanetto con 2 nefroliti, scambiandoli per pepite.

Evidentemente hanno fatto male i calcoli.

 Politico arrestato perche' camminando a testa alta 

faceva man bassa.

 (Antonio Di Stefano) & (Lino Giusti)

giovedì 19 febbraio 2026

Signor Giudice, mi sento tra l'anguria e il martello!



Si può ridere della mafia?
Signor Giudice, mi sento tra l’anguria e il martello
dimostra che si può e forse si deve.
Attraverso una spassosa selezione di autentiche balordaggini
(vere e proprie gag comiche), svela l’altra faccia della Piovra;
un sottobosco di boss illetterati e patetici padrini con
le loro peregrine citazioni pullulanti di prove scaccianti,
persone minacciate dalla spada di Damacca ma che a
collaborare non hanno mai avuto il minimo tintinnamento.

D’ora in poi, quello che diranno potrà essere usato contro di loro.
Loro, guappi che paiono aver perso la guapperia e
acquistato il senso dell’umorismo, che per sottrarsi
alle responsabilità si creavano l’alito, che hanno sempre
vissuto allo stato ebraico e ci hanno avuti alla loro mercedes.

Suscita meraviglia leggere gli sproloqui esilaranti
dei cosiddetti uomini d’onore, a loro agio più con
la condizionale che con il congiuntivo,
e vedere sgretolarsi nel ridicolo la loro picciotesca baldanza,
dissolversi in una barzelletta la loro feroce spocchia gangsterica:

«Pronto, Avvocato, mi può dire se il processo di mio marito
lo faranno al Tribunale oppure nell’aula hamburger?»;
o ancora:
«Signor Giudice, mio cugino non era contuso con la Mafia».
 Spigolature curiose e aneddoti riferiti dai diretti protagonisti
(come Falcone e Andreotti) completano l’ameno compendio
di farsesche trascrizioni, tanto più incredibili
quanto più genuine e testuali.
È così, in definitiva, che questo libro,
pur non avendo velleità di saggio o di studio antropologico,
da una parte assume un notevolissimo e inedito
interesse documentario, e dall’altra, ciò che più conta,
ci tira su il molare.

Lino Buscemi, avvocato, docente di Comunicazione pubblica,
giornalista pubblicista, dirigente della Regione Siciliana,
già funzionario ispettore della Commissione Antimafia dell’ARS,
è osservatore attento della realtà siciliana.
Ha pubblicato numerosi saggi, monografie e articoli
su argomenti di carattere sociale, storico e giuridico
e per Navarra Editore ha già pubblicato Sconosciuti & Dimenticati.
 Monumenti, luoghi e personaggi di Palermo (2009).

Antonio Di Stefano, ha pubblicato tra gli altri:
-Dottore ho i dolori aromatici (Mondadori)
-Non prenda niente tre volte al giorno (con Pippo Franco)
-Qui chiavi subito (con Pippo Franco, Mondadori)
-L’occasione fa l’uomo ragno (con Pippo Franco, Mondadori)
-L’ultimo chiuda la Morta!!! (con Lino Giusti)

Roberto Mangosi, autore del disegno della copertina.

Per acquistare il libro clicca qui.

martedì 17 febbraio 2026

Notizia Ansa ... di Henle



 Cuggino con 2 g perché cugino di 2° grado.

Èuggenio perchè forma zippata rafforzata di
È UN GENIO.

venerdì 13 febbraio 2026

 Ho fatto il risotest

e sono risultato positivo.