martedì 11 luglio 2017

Il menefregar m'è dolce in questo mar



Devi sapere che il popolo siciliano ha dimostrato
attraverso i secoli, di possedere nel proprio genoma e,
direi, nel proprio gecognoma, uno spiccatissimo
senso dell'umorismo.
Infatti, già nell'età classica creò la Commedia
con Epicarmo di Siracusa.
I marionettisti siciliani fecero divertire perfino Socrate.
La prima notizia documentata dell'apparizione
dell' umorismo sulla Terra risale a tanti secoli fa:
"Era un dì di Ferragosto.
Alcuni villeggianti arrivati alla meta, dopo aver
passato indenni il passante di Mestre,
si misero a deridere un vecchio che abbatteve e segava alberi.
Egli, come un numero primo, senza scomporsi per niente,
così tuonò: "Dopo di me, il diluvio!".



(Da "L'Irco di Noè" di Lino Giusti)





L'intento di quest'opera, come sostiene lo Chef,
è di sfamare quel cuoco comune che dipinge
i siciliani come uno stuolo di mafiosi.
Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di venire
nella Terra baciata dal Sole, invece,
hanno potuto constatare che
i siciliani sono una falange di umoristi.

I siciliani non sono tutti mafiosi!
Ci sono, in trasferta, esponenti della
Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, etc etc.

Bando alle ciance ed alle cincia e comari allegre,
i siciliani sono maestri incontrastati della risata
perchè ridono, irridono, deridono ma, soprattutto,
sono maestri dell'autoironia.
Per quest'ultimo hanno bisogno, necessariamente,
di una macchina: auto ironia.

D.H. Lawrence, lo stesso Sciascia, Dominique Fernandez,
sostengono che i Siciliani "perfino quando si riuniscono
in folla per processioni o per un comizio politico
o per qualsiasi altra attività rimangono rigidi,
chiusi in se stessi, funerei, soli".

A parte che, man mano, dimostreremo che
non è assolutamente vero, voglio sottolineare
che una di queste caratteristiche è oltremodo positiva.
Ormai lo sanno tutti i miei lettori:
Se, all'improvviso, torna il marito di lei
e non c'è l'armadio, chiuditi in te stesso!

Sapete perchè i Siciliani si pigliano tutto a ridere?
Perchè sono vessilliferi della filosofia del "futtitinni!".
L'italiano "fottitene", figlio di una Vergine Vestale,
l'ho traslitterato in

"imene fotto".

I me ne fotto, tu no; rimugini sempre l'episodio e 
ti scardini l'epatocita.....


Continua qui.

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