sabato 31 ottobre 2026




Il menefregar m'è dolce in questo mar

Devi sapere che il popolo siciliano ha dimostrato  attraverso i secoli, di possedere nel proprio genoma e, direi, nel proprio gecognoma, uno spiccatissimo  senso dell'umorismo.
Infatti, già nell'età classica creò la Commedia con Epicarmo di Siracusa.
I marionettisti siciliani fecero divertire perfino Socrate.
La prima notizia documentata dell'apparizione dell' umorismo sulla Terra risale a tanti secoli fa:
"Era un dì di Ferragosto.
Alcuni villeggianti arrivati alla meta, dopo aver passato indenni il passante di Mestre,
si misero a deridere un vecchio che abbatteve e segava alberi.
Egli, come un numero primo, senza scomporsi per niente,
così tuonò: "Dopo di me, il diluvio!".



(Da "L'Irco di Noè" di Lino Giusti)





L'intento di quest'opera, come sostiene lo Chef, è di sfamare quel cuoco comune che dipinge i siciliani come uno stuolo di mafiosi.
Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di venire nella Terra baciata dal Sole, invece,
hanno potuto constatare che
i siciliani sono una falange di umoristi.

I siciliani non sono tutti mafiosi!
Ci sono, in trasferta, esponenti della
Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, etc etc.

Bando alle ciance ed alle cincia e comari allegre, i siciliani sono maestri incontrastati della risata
perchè ridono, irridono, deridono ma, soprattutto, sono maestri dell'autoironia.
Per quest'ultimo hanno bisogno, necessariamente,
di una macchina: auto ironia.

D.H. Lawrence, lo stesso Sciascia, Dominique Fernandez,
sostengono che i Siciliani "perfino quando si riuniscono
in folla per processioni o per un comizio politico
o per qualsiasi altra attività rimangono rigidi,
chiusi in se stessi, funerei, soli".

A parte che, man mano, dimostreremo che
non è assolutamente vero, voglio sottolineare
che una di queste caratteristiche è oltremodo positiva.
Ormai lo sanno tutti i miei lettori:
Se, all'improvviso, torna il marito di lei
e non c'è l'armadio, chiuditi in te stesso!

Sapete perchè i Siciliani si pigliano tutto a ridere?
Perchè sono vessilliferi della filosofia del "futtitinni!".
L'italiano "fottitene", figlio di una Vergine Vestale,
l'ho traslitterato in

"imene fotto".

I me ne fotto, tu no; rimugini sempre l'episodio e 
ti scardini l'epatocita.....


Continua qui.

Avrò una pensione d'astronomo; la vedrò col cannocchiale!





Da una battuta di Lino Giusti, la vignetta di Dakoo


l'indefettibile cuggino Èuggenio


 

Invenzione dell'acqua corrente ... alternata!


 


 


 


 


 

venerdì 30 ottobre 2026



Giotto è stato il Maestro dell'autoironia. Amava tanto prendersi in giro!

Riuscire a ridere di se stessi è la
forma più sublime dell'energia spirituale.

A riguardo, il Maestro è Socrate;
quello che, ammettendo di sapere di non sapere, veniva regolarmente promosso ogni anno.

Alle volte, i professori premiano la sincerità.
Dicevamo, Socrate è il Maestro dell'autoironia.

Quando ad Atene veniva rappresentata
la commedia di Aristofane che derideva
il nostro filosofo, sapete chi c'era
in prima fila a sbellicarsi dalle risate?

Lo avete già immaginato.

Una volta ho incontrato un
mio amico alquanto rattristato.

Gli ho chiesto il motivo e lui:
"ti sembra giusto che mia moglie,
avendo problemi con l'amante,
se la prende sempre con me?".

Non è una novità; il siciliano,
l'autoironia ce l'ha nel sangue
(il tasso fisiologico è 7mg/ml).

Sarà che è la malinconia che ci porta a questo.
Lo diceva Paolo Richter:

"L'umorismo è la malinconia di un animo superiore,
che arriva a divertirsi perfino con ciò che lo rattrista".



Ed i siciliani sono arrivati a dire che
Dio creò la Sicilia in 6 giorni,
donandole tutte le cose più belle,
il cielo più azzurro, i paesaggi più meravigliosi,
i frutti più gustosi, gli alberi più profumati,
i pesci più saporiti, i fiori più splendidi,
la montagna più straordinaria,
ma il 7° giorno si seccò, e creò ........




i siciliani.

Olio adulterato!


 

 Or che calvo son diventato,

  ora si che dal parrucchiere vado, 

la permaniente a farmi far! 

Bagno con vista